Il termine inflazione deriva dal verbo latino inflāre «gonfiare» e indica l’aumento dei prezzi di beni e servizi in un determinato periodo di tempo. Questo porta alla diminuzione del potere d’acquisto della moneta e quindi del valore reale di tutte le grandezze monetarie.
Facciamo un esempio:
Oggi ho 100€. Il prezzo di una pizza e una birra è di 10€, quindi riesco ad andare a cena fuori 10 volte.
Ipotizziamo che a causa dell’inflazione, tra un anno, i prezzi della pizza e della birra siano cresciuti di un 10%: con i soliti 100€ andrò a mangiare fuori solamente 9 volte


Per contrastare le perdite causate dall’inflazione è fondamentale investire i propri risparmi e ottenere un rendimento almeno pari al tasso di inflazione stesso.
In generale, un tasso di inflazione basso è positivo per l’economia, perché stimola le persone a spendere e gli imprenditori a investire. Ma se il livello di inflazione cresce troppo può avere effetti molto negativi a livello economico, finanziario e sociale.
Vediamo insieme cosa accadde nella Repubblica di Weimar tra il 1919 ed il 1923.
In quegli anni l’inflazione raggiunse il tasso record del 662,6% annuo. Nel gennaio del 1923, 1kg di pane costava 250 Marchi, a dicembre dello stesso anno costava 399 MILIARDI.
Questo fenomeno in pochissimo tempo mandò in rovina milioni e milioni di tedeschi.