Storicamente l’Italia risulta essere uno dei Paesi europei con la più alta propensione al risparmio. Anche se negli ultimi anni i cittadini italiani hanno diminuito la percentuale di reddito destinato al risparmio, si posizionano comunque fra i migliori risparmiatori d’Europa.

Risparmiare è però diverso da investire. Infatti, chi investe compie un’azione e in particolare affronta un impegno oggi in vista di un’utilità futura. Chi risparmia si limita ad accantonare liquidità sul conto corrente.

Investire può essere in qualche modo considerata una scelta rischiosa in quanto soggetta ad incertezza. Ma chi sceglie di non investire e si limita a risparmiare ha una sicurezza: sta perdendo soldi. Ciò avviene per due ragioni:

  •   L’inflazione : è la perdita del valore del denaro, o meglio, la perdita del potere di acquisto di una moneta nel tempo. In termini pratici questo significa che con gli stessi soldi che oggi hai da parte, domani riuscirai a comprare meno cose.
  •   Il mancato guadagno: lasciare i soldi sul conto corrente non ne farà crescere il loro valore, mentre se li investiamo nei mercati finanziari questi sono soggetti ad un rendimento e quindi ad un guadagno

Quanto costa scegliere di non investire?

Per capirlo aiutiamoci con un esempio.

Ci sono due persone che 20 anni fa sono riuscite a mettersi da parte 15.000€. Una, il risparmiatore, sceglie di lasciare i soldi sul conto corrente, l’altra, l’investitore, le investe nel mercato finanziario.

Sappiamo dai dati storici che negli ultimi 20 anni il tasso di crescita dell’inflazione annualizzato è stato pari all’1,85%. Ipotizziamo che l’investimento negli stessi anni sia cresciuto ad un tasso annualizzato pari al 4%.

Come abbiamo detto l’inflazione riduce il valore della moneta, quindi ogni anno i soldi si svalutano al tasso dell’1,85% e dopo 20 anni i 15.000€ del risparmiatore valgono 10.280€. Una perdita di valore pari a 4.720€.

I soldi dell’investitore crescono ogni anno ad un tasso del 4% e contemporaneamente si svalutano per effetto dell’inflazione ad un tasso pari all’1,85%. Ciò significa che crescono ad un tasso reale del 2,15%. Passati 20 anni l’investitore si troverà con un valore di 23.458€. Un guadagno effettivo pari a 8.458€.

Possiamo quindi vedere come la scelta di non investire in questo caso è costata un totale di 13.178€ di cui: 4.720€ per effetto dell’inflazione e di 8.458€ di mancato guadagno.

Leave a Reply